Intervista a don Riccardo!!!
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Intervista a don Riccardo!!!
Lo scorso 28 febbraio, la classe 3C della Scuola Media "A.Negri" di Nibbiano (PC) ha intervistato don Riccardo: ecco il testo della bella chiacchierata!!!
- Che cosa l’ ha spinta a andare in Madagascar?
Sono missionario fin da giovane, ho sempre avuto il desiderio di far conoscere il Vangelo (un sogno GRANDE), unito alla concreta possibilità di aiutare gente veramente povera. Prima del Madagascar, sono stato in Costa d’Avorio.
- Quanti missionari ci sono intorno a lei?Credo ci siano una sessantina di missionari italiani in tutto il Paese, uomini che vivono qui da 20-30 anni e che stanno inevitabilmente invecchiando (il ricambio dall’Italia non ci sarà perché di missionari ne partono sempre meno), ci sono però giovani malgasci nei seminari e fanno sperare in un futuro dove saranno loro a prendere in mano le sorti della propria gente.
- Senza stipendio: come fa a vivere?
Con l’orto e l’allevamento di qualche animale provvedo all’auto-sostentamento, e poi ho amici in Italia. Comunque qui si vive con poco, non ci sono bollette da pagare…
- E con la crisi politica attuale, non ha paura? Non ha mai pensato di tornare in Italia, almeno finchè la situazione non si stabilizza?
Gli amici stanno vicini PROPRIO quando c’è più bisogno, quando le difficoltà sono maggiori. Credo sia importante per questa gente che io stia qui con loro, che li incoraggi. Ogni domenica, a Mandabe, durante la Messa, faccio intervenire qualcuno che illustri le notizie, gli aggiornamenti.
- Si può comunicare tra villaggi e città?
A Mandabe ci arrivano un po’ di notizie grazie a una persona che riesce a captare radio BBC, per il resto non abbiamo luce, né telefono, né computer: di quanto accade in Europa, quando sono a Mandabe io non so nulla, se succedesse qualcosa ai miei cari io non lo saprei. Ma anche questo fa parte della durezza della vita missionaria.
- L’ONU sta facendo qualcosa per voi?
In Madagascar l’ONU non sta aiutando a superare la situazione politica attuale, nonostante abbia mandato un emissario per tentare una mediazione tra le parti.
- Ci sono Paesi o Organizzazioni che finanziano progetti in Madagascar?
La FAO, l’UNESCO, CARE tra i principali, poi l’Unione Europea e la Francia.
- Quali sono le risorse principali? L’agricoltura è importante?
Il Madagascar è un Paese “ricco”: 4.000 km di coste potrebbero essere sfruttate per la pesca e il turismo, sono presenti inoltre una flora e una fauna di rara bellezza che potrebbero far sviluppare il turismo, le foreste rappresentano risorse importantissime (legname e, ancora, turismo), le risorse del sottosuolo (mica e quarzo), lo stesso terreno coltivabile è una risorsa fondamentale. Ma mancano i mezzi. E gli investitori stranieri non vengono perché è un Paese considerato “a rischio”.
L’agricoltura è di fondamentale importanza ma per la scarsità o addirittura la mancanza di mezzi (assenza di sementi selezionate, di trattori, di prodotti per debellare parassiti e malattie…) le rese sono molto inferiori alle nostre (per esempio un ettaro coltivato a riso da noi rende circa 20 tonnellate, in Madagascar appena una!)
- Come avete vissuto il recente passaggio del ciclone?
Una volta passato, si è tornati alla vita: chi a raccogliere le proprie lamiere, chi a rabberciare la propria casa… Il vento soffiava fino a 200 km/h e perfino io, che sono piuttosto robusto, non riuscivo a stare in piedi.
- Che cosa l’ ha spinta a andare in Madagascar?
Sono missionario fin da giovane, ho sempre avuto il desiderio di far conoscere il Vangelo (un sogno GRANDE), unito alla concreta possibilità di aiutare gente veramente povera. Prima del Madagascar, sono stato in Costa d’Avorio.
- Quanti missionari ci sono intorno a lei?Credo ci siano una sessantina di missionari italiani in tutto il Paese, uomini che vivono qui da 20-30 anni e che stanno inevitabilmente invecchiando (il ricambio dall’Italia non ci sarà perché di missionari ne partono sempre meno), ci sono però giovani malgasci nei seminari e fanno sperare in un futuro dove saranno loro a prendere in mano le sorti della propria gente.
- Senza stipendio: come fa a vivere?
Con l’orto e l’allevamento di qualche animale provvedo all’auto-sostentamento, e poi ho amici in Italia. Comunque qui si vive con poco, non ci sono bollette da pagare…
- E con la crisi politica attuale, non ha paura? Non ha mai pensato di tornare in Italia, almeno finchè la situazione non si stabilizza?
Gli amici stanno vicini PROPRIO quando c’è più bisogno, quando le difficoltà sono maggiori. Credo sia importante per questa gente che io stia qui con loro, che li incoraggi. Ogni domenica, a Mandabe, durante la Messa, faccio intervenire qualcuno che illustri le notizie, gli aggiornamenti.
- Si può comunicare tra villaggi e città?
A Mandabe ci arrivano un po’ di notizie grazie a una persona che riesce a captare radio BBC, per il resto non abbiamo luce, né telefono, né computer: di quanto accade in Europa, quando sono a Mandabe io non so nulla, se succedesse qualcosa ai miei cari io non lo saprei. Ma anche questo fa parte della durezza della vita missionaria.
- L’ONU sta facendo qualcosa per voi?
In Madagascar l’ONU non sta aiutando a superare la situazione politica attuale, nonostante abbia mandato un emissario per tentare una mediazione tra le parti.
- Ci sono Paesi o Organizzazioni che finanziano progetti in Madagascar?
La FAO, l’UNESCO, CARE tra i principali, poi l’Unione Europea e la Francia.
- Quali sono le risorse principali? L’agricoltura è importante?
Il Madagascar è un Paese “ricco”: 4.000 km di coste potrebbero essere sfruttate per la pesca e il turismo, sono presenti inoltre una flora e una fauna di rara bellezza che potrebbero far sviluppare il turismo, le foreste rappresentano risorse importantissime (legname e, ancora, turismo), le risorse del sottosuolo (mica e quarzo), lo stesso terreno coltivabile è una risorsa fondamentale. Ma mancano i mezzi. E gli investitori stranieri non vengono perché è un Paese considerato “a rischio”.
L’agricoltura è di fondamentale importanza ma per la scarsità o addirittura la mancanza di mezzi (assenza di sementi selezionate, di trattori, di prodotti per debellare parassiti e malattie…) le rese sono molto inferiori alle nostre (per esempio un ettaro coltivato a riso da noi rende circa 20 tonnellate, in Madagascar appena una!)
- Come avete vissuto il recente passaggio del ciclone?
Una volta passato, si è tornati alla vita: chi a raccogliere le proprie lamiere, chi a rabberciare la propria casa… Il vento soffiava fino a 200 km/h e perfino io, che sono piuttosto robusto, non riuscivo a stare in piedi.

Claudia Rossi- Admin
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