PERCHÈ E COME ESSERE MISSIONARI

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PERCHÈ E COME ESSERE MISSIONARI

Messaggio Da riccardo simionato il Dom Mar 08, 2009 8:57 pm

Ho letto, in una rivista missionaria queste riflessioni su :

“Chi è il missionario oggi”?



“ormai è venuto il tempo di una missione più discreta,umile solidale,propositiva,fondata più sull’essere che sul fare .

Bisogna capire che il tempo delle opere grandi e imponenti sta passando.
Esse sono pesanti da assumere dopo di noi da parte della chiesa locale e inoltre finiscono per oscurare le vere motivazioni della nostra presenza.

Ci pare che sia venuto il tempo per una missione più semplice e più spirituale,in dipendenza dallo Spirito Santo cioè fondata prima di tutto sulla testimonianza cristiana

Il fondamento della vocazione missionaria è l’amore unico e totale a Gesù!

Il resto e cioè il dono di sé, il dialogo , l’attenzione alla cultura,la solidarietà, l’impegno per la liberazione e la promozione umana….. segue!

Sei qualità (e più !) di un buon missionario:

- vive la missione a partire dalla contemplazione e dalla comunione (e cioè: il missionario è prima di tutto uno che prega molto e ama molto);

- è rispettoso e attento alla cultura dei destinatari della missione, cura lo studio della lingua e della cultura locale anche quando queste si complicano per il moltiplicarsi delle lingue e della mobilità dei missionari ;

- non si permette mai pregiudizi né giudizi ingenerosi;

- cura il dialogo interculturale e interreligioso (non ha paura di conoscere bene altre culture o altre religioni !), sia a livello personale che comunitario… sapendo che cio’ aiuta molto la pace;

- In umiltà e con lucidità si mette a servizio della crescita e dell’affermazione della chiesa locale, accettando generosamente ruoli di secondo piano e rimanendo sempre pronto ad andare anche oltre i confini della chiesa locale quando fosse necessario per annunciare il vangelo ai non cristiani;

- Vive la missione nella semplicità e nella povertà evitando il protagonismo e curando invece la reciprocità e la qualità delle relazioni, la scelta di mezzi poveri, accessibili alla popolazione locale e che possibilmente non creano dipendenza;

- Infine si propone di vivere la missione nella solidarietà e nella gratuità,cercando di essere ovunque l’avvocato dei poveri.

E tu, cosa mi suggerisci ?







riccardo simionato

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