PERCHÈ E COME ESSERE MISSIONARI
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PERCHÈ E COME ESSERE MISSIONARI
Ho letto, in una rivista missionaria queste riflessioni su :
“Chi è il missionario oggi”?
“ormai è venuto il tempo di una missione più discreta,umile solidale,propositiva,fondata più sull’essere che sul fare .
Bisogna capire che il tempo delle opere grandi e imponenti sta passando.
Esse sono pesanti da assumere dopo di noi da parte della chiesa locale e inoltre finiscono per oscurare le vere motivazioni della nostra presenza.
Ci pare che sia venuto il tempo per una missione più semplice e più spirituale,in dipendenza dallo Spirito Santo cioè fondata prima di tutto sulla testimonianza cristiana
Il fondamento della vocazione missionaria è l’amore unico e totale a Gesù!
Il resto e cioè il dono di sé, il dialogo , l’attenzione alla cultura,la solidarietà, l’impegno per la liberazione e la promozione umana….. segue!
Sei qualità (e più !) di un buon missionario:
- vive la missione a partire dalla contemplazione e dalla comunione (e cioè: il missionario è prima di tutto uno che prega molto e ama molto);
- è rispettoso e attento alla cultura dei destinatari della missione, cura lo studio della lingua e della cultura locale anche quando queste si complicano per il moltiplicarsi delle lingue e della mobilità dei missionari ;
- non si permette mai pregiudizi né giudizi ingenerosi;
- cura il dialogo interculturale e interreligioso (non ha paura di conoscere bene altre culture o altre religioni !), sia a livello personale che comunitario… sapendo che cio’ aiuta molto la pace;
- In umiltà e con lucidità si mette a servizio della crescita e dell’affermazione della chiesa locale, accettando generosamente ruoli di secondo piano e rimanendo sempre pronto ad andare anche oltre i confini della chiesa locale quando fosse necessario per annunciare il vangelo ai non cristiani;
- Vive la missione nella semplicità e nella povertà evitando il protagonismo e curando invece la reciprocità e la qualità delle relazioni, la scelta di mezzi poveri, accessibili alla popolazione locale e che possibilmente non creano dipendenza;
- Infine si propone di vivere la missione nella solidarietà e nella gratuità,cercando di essere ovunque l’avvocato dei poveri.
E tu, cosa mi suggerisci ?

“Chi è il missionario oggi”?
“ormai è venuto il tempo di una missione più discreta,umile solidale,propositiva,fondata più sull’essere che sul fare .
Bisogna capire che il tempo delle opere grandi e imponenti sta passando.
Esse sono pesanti da assumere dopo di noi da parte della chiesa locale e inoltre finiscono per oscurare le vere motivazioni della nostra presenza.
Ci pare che sia venuto il tempo per una missione più semplice e più spirituale,in dipendenza dallo Spirito Santo cioè fondata prima di tutto sulla testimonianza cristiana
Il fondamento della vocazione missionaria è l’amore unico e totale a Gesù!
Il resto e cioè il dono di sé, il dialogo , l’attenzione alla cultura,la solidarietà, l’impegno per la liberazione e la promozione umana….. segue!
Sei qualità (e più !) di un buon missionario:
- vive la missione a partire dalla contemplazione e dalla comunione (e cioè: il missionario è prima di tutto uno che prega molto e ama molto);
- è rispettoso e attento alla cultura dei destinatari della missione, cura lo studio della lingua e della cultura locale anche quando queste si complicano per il moltiplicarsi delle lingue e della mobilità dei missionari ;
- non si permette mai pregiudizi né giudizi ingenerosi;
- cura il dialogo interculturale e interreligioso (non ha paura di conoscere bene altre culture o altre religioni !), sia a livello personale che comunitario… sapendo che cio’ aiuta molto la pace;
- In umiltà e con lucidità si mette a servizio della crescita e dell’affermazione della chiesa locale, accettando generosamente ruoli di secondo piano e rimanendo sempre pronto ad andare anche oltre i confini della chiesa locale quando fosse necessario per annunciare il vangelo ai non cristiani;
- Vive la missione nella semplicità e nella povertà evitando il protagonismo e curando invece la reciprocità e la qualità delle relazioni, la scelta di mezzi poveri, accessibili alla popolazione locale e che possibilmente non creano dipendenza;
- Infine si propone di vivere la missione nella solidarietà e nella gratuità,cercando di essere ovunque l’avvocato dei poveri.
E tu, cosa mi suggerisci ?


riccardo simionato- Messaggi: 1
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